"La vera storia di Gegè Di Giacomo"
Gennaro Di Giacomo nato a Napoli il 14 gennaio 1918. Nipote del poeta Salvatore Di Giacomo
Un mito dal ritmo nel sangue
L'infanzia alla Sanità e la Magia del Cinema Muto
Il Sestetto Carosone e la Rivoluzione dello Swing
Quando nel 1949 incontrò Renato Carosone, Gegè portò nel Sestetto esattamente questa intuizione rivoluzionaria. Non era un semplice batterista che teneva il tempo: era un regista del ritmo. Usava oggetti quotidiani; scatole di metallo, catene, persino grattugie per il formaggio, per dare un’immagine sonora alle canzoni. Ha preso lo swing americano e lo ha mescolato con l’ironia tagliente dei vicoli di Sangiovanniello con il palcoscenico, creando un linguaggio universale che ha conquistato il mondo.
L' Ombra del Successo: Il Silenzio e la Dignità di un Artista
Il momento buio
Questo mancato riconoscimento della paternità legale delle sue creature intellettuali divenne, nel tempo, un peso doloroso. La frustrazione di sentire il mondo intero cantare le sue idee senza veder mai riconosciuto il proprio ruolo d’autore aprì la strada a un profondo crollo psicologico, segnato da una forte forma di depressione. La maschera di travolgente allegria che indossava sul palco dev’essere diventata un contrasto insopportabile per l’uomo che, nel privato, si sentiva ferito nella sua identità artistica.
Il Ritiro dalle Scene e il Ritorno a Napoli
Fu questo il vero motivo che lo spinse, poco dopo, a spegnere i riflettori, a posare le bacchette e a cercare rifugio nel silenzio e nella riservatezza dei vicoli di Napoli. Non era stanchezza del palcoscenico: era il bisogno di difendere ciò che restava della sua dignità di uomo e di artista, protetto fino all’ultimo dall’affetto della sorella Giovanna e dei nipoti, lontano dalle stesse luci che lo avevano reso una stella.
Colpito da un grave tumore negli anni Novanta, Gegè fa ritorno a Napoli dopo decenni trascorsi a Milano, dove ha affrontato un delicato intervento.
Renato Carosone, in apprensione per la sua salute, compone e gli dedica il brano “Addò sta Gegè“. Tuttavia, Renato muore prima, spegnendosi nella sua casa romana il 20 maggio 2001, e la canzone viene pubblicata solo postuma.
Nel 2003, ormai costretto su una sedia a rotelle, riceve il prestigioso Premio Carosone direttamente a casa sua, nel quartiere di Poggioreale, dalle mani del presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, e dell’assessore Teresa Amato. Due anni più tardi, il 1 aprile del 2005 a causa delle conseguenze di un ictus, si spegne all’età di 87 anni.
Il silenzio che hai scelto negli ultimi anni non ha cancellato il rumore della tua genialità. Napoli ti custodisce ancora tra i gradini del Paradisiello e l’aria della Sanità, e io ti custodisco qui, nelle pagine della nostra storia di famiglia. Spero che ovunque tu sia, la terra ti sia lieve e che tu stia continuando a dettare il tempo a un coro di angeli, con la stessa ironia e la stessa fiera dignità di sempre. Questa ricerca è dedicata a te.
