“Il nostro lavoro fa parte della nostra vita, resta un teatro che va di scena ogni giorno, una varietà di realtà o di finzioni.
È una tela bianca attraversata da uno spettacolo muto o in bianco e nero, che all’improvviso si accende con le immagini di un arcobaleno inesauribile di colori, come se ogni nostra azione fosse una pennellata decisa nel grande quadro del tempo.
È un concerto interminabile di suoni e un caos fantastico di voci e volti, una scultura sociale fatta di creature le cui azioni si incrociano o si sovrappongono. In questo dinamismo, ogni gesto diventa espressione artistica, un atto necessario per tessere la trama del nostro futuro e dare forma a un’opera che non finisce mai di stupirci.”