La prima volta che sono stato sul set di uno shooting, credo fosse agli inizi del 2000, non avevo idea di quello che c’era dietro a quel mondo incredibile! Uno shooting fotografico non è solo tecnica; è psicolologia, scienza della comunicazione e il fotografo deve essere in grado di fermare il tempo per far parlare un’anima, un oggetto o un paesaggio. Pensalo come un dialogo silenzioso tra visione e realtà. Che sia in uno studio spoglio in mezzo a una natura selvaggia, su un palcoscenico reale o su un tappeto rosso, lo spazio diventa un’estensione del pensiero e la luce è il pennello del fotografo. Può essere tagliente come una lama o morbida come un abbraccio, un lembo di tessuto che vola o un’ombra sul viso sono i “punti e virgola” del racconto visivo.