"Il Sangue e la Città: Il Patto Eterno con San Gennaro"

Fedeli durante lo struscio della speranza davanti alla statua di San Gennaro Duomo di Napoli

L’occhio del visitatore che varca la soglia del Duomo di Napoli si trova davanti a uno spettacolo monumentale. La prospettiva della navata centrale guida lo sguardo in linea retta, fino a raggiungere la maestosità dell’altare maggiore. Successivamente, svoltando verso la Reale Cappella del Tesoro, l’atmosfera cambia improvvisamente. In questo luogo barocco e dorato, la pietra racchiude il cuore pulsante della fede e dell’identità di un intero popolo.

Foto del gemmata di San Gennaro
Cappella di san Gennaro

"Il Miracolo di San Gennaro e la Liquefazione del Sangue"

Tre volte all’anno la città di Napoli si ferma per assistere al rito della liquefazione. Questo antico evento prevede il ripetersi del prodigio legato al Sangue del santo patrono. Secondo la tradizione, una donna pia raccolse il fluido vitale direttamente dal corpo del martire. Le cronache storiche ricordano che le persecuzioni di Diocleziano spensero il Vescovo di Benevento a Pozzuoli nell’anno 305.

Fedeli durante lo struscio della speranza davanti alla statua di San Gennaro Duomo di Napoli
Fedeli durante lo struscio della speranza davanti alla statua di San Gennaro Duomo di Napoli

Tuttavia, la morte non ha interrotto il legame tra il protettore e la sua gente. Di conseguenza, il rito contemporaneo richiede l’estrazione di un’ampolla speciale. Il celebrante preleva la reliquia da una nicchia nascosta dentro la cappella. Infatti, l’esibizione del sangue miracoloso ai fedeli rappresenta il momento culminante della cerimonia. La bava scura si scioglie davanti agli occhi della folla, riaccendendo ogni volta la speranza dell’intera comunità.

Fedeli durante lo struscio della speranza davanti alla statua di San Gennaro Duomo di Napoli

Lo Struscio della Speranza e la Devozione Popolare

L’essenza di questa devozione si manifesta chiaramente attraverso i gesti fisici della gente. In questo capitolo ho voluto inserire diverse immagini emblematiche che ritraggono i fedeli durante il tradizionale “struscio” davanti al Santo. Le persone si avvicinano al bronzo della statua con un’intensità pazzesca. I devoti sfiorano la superficie metallica con rispetto e sussurrano preghiere intense in cerca di un miracolo o di una grazia personale.
 
Fedeli durante lo struscio della speranza davanti alla statua di San Gennaro Duomo di Napoli
Fedeli durante lo struscio della speranza davanti alla statua di San Gennaro Duomo di Napoli

Questo contatto continuo esprime una vicinanza carnale che supera di gran lunga i confini della dottrina religiosa tradizionale. Le mie fotografie catturano proprio questo calore umano. Mostrano le mani anziane che cercano un appiglio e i volti segnati dall’attesa febbrile. Attraverso questi scatti, il lettore può percepire il battito profondo di una comunità che si affida completamente al suo protettore.

Quando il Sangue Resta Solido: Le Grandi Tragedie Storiche

In diverse occasioni storiche il sangue non si è sciolto, coincidendo drammaticamente con i periodi più bui della nostra terra. Infatti, il fluido rimase solido alla fine del Cinquecento e durante le devastanti epidemie di peste, come quella terribile del 1656. Successivamente, il miracolo fallì nei tragici anni 1939 e 1940. 

A Napoli quella mancata liquefazione preannunciò lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale e l’ingresso ufficiale dell’Italia nel sanguinoso conflitto.

"Il Colera a Napoli nel 1973"

La storia recente ha confermato più volte queste inquietanti coincidenze temporali. Di conseguenza, la città ha tremato nuovamente nel 1973, l’anno dell’epidemia di colera che colpì i quartieri popolari. Io avevo appena 12 anni, ricordo ancora oggi una scena che è rimasta impressa nella mia memoria, quando sentii delle voci dalla strada; “È arrivato ‘o colera a Napule!” Mia mamma senza esitere mi tappò le orecchie. E poi quella puzza, quel fetore di creolina che invadeva le strade.

Nel film Parthenope di Paolo Sorrentino, vediamo proprio una scena ambietanta negli anni 70, un carro funebre trainato da cavalli neri sfila sul lungomare di via Caracciolo a Napoli, interrotta dal passaggio del camion con lo spray “puzzolente” disinfettante per l’epidemia del colera.

"Il Terremoto del 1980 e la Paura nei Vicoli"

Nel 1980, inoltre, il sangue restò compatto proprio pochi mesi prima del tragico terremoto dell’Irpinia. Quella tremenda scossa sussultoria distrusse interi paesi dell’entroterra in pochissimi secondi. Tuttavia, il dramma colpì violentemente anche la città di Napoli. Di conseguenza, nei quartieri popolari crollarono vecchi edifici storici. Io ero a Roma in accademia, mentre nel mio quartiere a Piazza Gian Battista Vico, su tutto il perimetro del palazzo dove abitavo e dove tutt’ora risiedo, cadde l’intero cornicione causando morti e danni a tutte le auto parcheggiate (foto allegata).
La popolazione terrorizzata abbandonò le proprie case per riversarsi in strada nel cuore della notte.
Intere famiglie vissero per mesi all’interno delle automobili o in ripari di fortuna, affrontando il freddo invernale e la totale privazione materiale. Quella mancata liquefazione si rivelò un presagio doloroso. Infatti, per la comunità napoletana, quel 23 novembre segnò l’inizio di una lunga stagione di macerie, paura e povertà diffusa.

Il 2020 e la Guerra Silenziosa delle Botteghe

Più recentemente, la reliquia è rimasta solida durante la ricorrenza del 16 dicembre negli anni 2020 e 2021. Quel biennio specifico ha segnato nel profondo la comunità a causa della pandemia globale di COVID-19. Tuttavia, oltre alla paura del virus, quel blocco totale ha generato una crisi economica senza precedenti che ha spento le luci delle botteghe. Il fermo delle cerimonie, dei matrimoni e degli eventi culturali ha colpito duramente i fotografi e gli artigiani indipendenti di Napoli. Intere famiglie di lavoratori dell’immagine hanno vissuto mesi di autentico isolamento e privazione materiale, resistendo nel silenzio più assoluto e dignitoso. Di conseguenza, quel sangue rimasto duro nel vetro divenne il simbolo di una categoria dimenticata che ha dovuto stringere i denti per non affondare nella fame, in attesa di poter tornare a inquadrare la vita.

"Non è Vero ma ci Credo: L' Ateismo Simpatico e Benedetto Croce"

Davanti a queste coincidenze sorge spontanea una domanda: si tratta di pura casualità o di una reale superstizione? Come ripeteva spesso il grande filosofo Benedetto Croce, a Napoli vige da sempre il principio del “Non è vero, ma ci credo“. Molti cittadini razionali sanno benissimo che potrebbe trattarsi di un semplice fenomeno chimico indotto dal movimento. Tuttavia, tutti preferiscono comunque che la reliquia si sciolga nei tempi stabiliti.
 
Alessandro Cecchi Paone mostra la statuina di San Gennaro foto di Mimmo Fontanella
Fedeli durante lo struscio della speranza davanti alla statua di San Gennaro Duomo di Napoli

Inoltre, il magnetismo di San Gennaro cattura anche le menti più razionali e distanti dalla fede. A testimonianza di questo paradosso culturale, propongo uno scatto singolare che ritrae il noto divulgatore Alessandro Cecchi Paone. Il giornalista si dichiara apertamente e fermamente ateo. Tuttavia, nella mia fotografia, egli mostra con grande simpatia e rispetto una piccola statuina del Santo tra le mani. Questo ritratto dimostra perfettamente l’intuizione di Croce. Esprime il bisogno profondo di sentire che il patto antico tra la città e il suo protettore invisibile rimane ancora valido, unendo scettici e credenti sotto la stessa speranza.