"Il Sangue e la Città: Il Patto Eterno con San Gennaro"
L’occhio del visitatore che varca la soglia del Duomo di Napoli si trova davanti a uno spettacolo monumentale. La prospettiva della navata centrale guida lo sguardo in linea retta, fino a raggiungere la maestosità dell’altare maggiore. Successivamente, svoltando verso la Reale Cappella del Tesoro, l’atmosfera cambia improvvisamente. In questo luogo barocco e dorato, la pietra racchiude il cuore pulsante della fede e dell’identità di un intero popolo.
"Il Miracolo di San Gennaro e la Liquefazione del Sangue"
Tre volte all’anno la città di Napoli si ferma per assistere al rito della liquefazione. Questo antico evento prevede il ripetersi del prodigio legato al Sangue del santo patrono. Secondo la tradizione, una donna pia raccolse il fluido vitale direttamente dal corpo del martire. Le cronache storiche ricordano che le persecuzioni di Diocleziano spensero il Vescovo di Benevento a Pozzuoli nell’anno 305.
Tuttavia, la morte non ha interrotto il legame tra il protettore e la sua gente. Di conseguenza, il rito contemporaneo richiede l’estrazione di un’ampolla speciale. Il celebrante preleva la reliquia da una nicchia nascosta dentro la cappella. Infatti, l’esibizione del sangue miracoloso ai fedeli rappresenta il momento culminante della cerimonia. La bava scura si scioglie davanti agli occhi della folla, riaccendendo ogni volta la speranza dell’intera comunità.
Lo Struscio della Speranza e la Devozione Popolare
Questo contatto continuo esprime una vicinanza carnale che supera di gran lunga i confini della dottrina religiosa tradizionale. Le mie fotografie catturano proprio questo calore umano. Mostrano le mani anziane che cercano un appiglio e i volti segnati dall’attesa febbrile. Attraverso questi scatti, il lettore può percepire il battito profondo di una comunità che si affida completamente al suo protettore.
Quando il Sangue Resta Solido: Le Grandi Tragedie Storiche
In diverse occasioni storiche il sangue non si è sciolto, coincidendo drammaticamente con i periodi più bui della nostra terra. Infatti, il fluido rimase solido alla fine del Cinquecento e durante le devastanti epidemie di peste, come quella terribile del 1656. Successivamente, il miracolo fallì nei tragici anni 1939 e 1940.
A Napoli quella mancata liquefazione preannunciò lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale e l’ingresso ufficiale dell’Italia nel sanguinoso conflitto.
"Il Colera a Napoli nel 1973"
La storia recente ha confermato più volte queste inquietanti coincidenze temporali. Di conseguenza, la città ha tremato nuovamente nel 1973, l’anno dell’epidemia di colera che colpì i quartieri popolari. Io avevo appena 12 anni, ricordo ancora oggi una scena che è rimasta impressa nella mia memoria, quando sentii delle voci dalla strada; “È arrivato ‘o colera a Napule!” Mia mamma senza esitere mi tappò le orecchie. E poi quella puzza, quel fetore di creolina che invadeva le strade.
Nel film Parthenope di Paolo Sorrentino, vediamo proprio una scena ambietanta negli anni 70, un carro funebre trainato da cavalli neri sfila sul lungomare di via Caracciolo a Napoli, interrotta dal passaggio del camion con lo spray “puzzolente” disinfettante per l’epidemia del colera.
"Il Terremoto del 1980 e la Paura nei Vicoli"
Il 2020 e la Guerra Silenziosa delle Botteghe
Più recentemente, la reliquia è rimasta solida durante la ricorrenza del 16 dicembre negli anni 2020 e 2021. Quel biennio specifico ha segnato nel profondo la comunità a causa della pandemia globale di COVID-19. Tuttavia, oltre alla paura del virus, quel blocco totale ha generato una crisi economica senza precedenti che ha spento le luci delle botteghe. Il fermo delle cerimonie, dei matrimoni e degli eventi culturali ha colpito duramente i fotografi e gli artigiani indipendenti di Napoli. Intere famiglie di lavoratori dell’immagine hanno vissuto mesi di autentico isolamento e privazione materiale, resistendo nel silenzio più assoluto e dignitoso. Di conseguenza, quel sangue rimasto duro nel vetro divenne il simbolo di una categoria dimenticata che ha dovuto stringere i denti per non affondare nella fame, in attesa di poter tornare a inquadrare la vita.
"Non è Vero ma ci Credo: L' Ateismo Simpatico e Benedetto Croce"
Inoltre, il magnetismo di San Gennaro cattura anche le menti più razionali e distanti dalla fede. A testimonianza di questo paradosso culturale, propongo uno scatto singolare che ritrae il noto divulgatore Alessandro Cecchi Paone. Il giornalista si dichiara apertamente e fermamente ateo. Tuttavia, nella mia fotografia, egli mostra con grande simpatia e rispetto una piccola statuina del Santo tra le mani. Questo ritratto dimostra perfettamente l’intuizione di Croce. Esprime il bisogno profondo di sentire che il patto antico tra la città e il suo protettore invisibile rimane ancora valido, unendo scettici e credenti sotto la stessa speranza.
