Nozioni base sulla fotografia
- Apertura del Diaframma : Regola la quantità di luce che attraversa l’obiettivo.
- In fotografia viene descritto con la sigla “f”, mentre in video con la sigla “T”, in una scala che potrebbe oscillare dal f/2 a f/22
Basso (es. f2.8): Diaframma molto aperto. Entra molta luce e si ottiene una profondità di campo ridotta (sfondo sfocato), ideale per i ritratti.
Alto (es. f16): Diaframma chiuso. Entra meno luce, ma tutto è nitido, dai soggetti vicini a quelli lontani, perfetto per i paesaggi.
La differenza principale tra i diaframmi f-stop e T-stop riguarda la precisione con cui viene misurata la luce che attraversa l’obiettivo: il valore è un calcolo teorico basato sulla geometria, mentre il valore è una misurazione reale della luce trasmessa.
- A cosa serve: Definisce la profondità di campo (quanto sfondo è sfocato).
- Il limite: Non tiene conto della luce persa mentre attraversa le lenti di vetro. Due obiettivi impostati entrambi a potrebbero far arrivare al sensore quantità di luce leggermente diverse a causa dei diversi trattamenti delle lenti.
I tempi di scatto
- Tempo di Scatto (Otturatore): Indica per quanto tempo il sensore (o pellicola) resta esposto alla luce.
- Tempi rapidi (es. 1/1000 di secondo): Congelano il movimento (es. sport).
- Tempi lenti (es. 1 secondo o più): Creano l’effetto scia o “setoso” nell’acqua, ma richiedono spesso un treppiede per evitare il “mosso”.
- Il tempo di scatto (o velocità dell’otturatore) è il “cronometro” della tua fotocamera: determina per quanto tempo l’otturatore rimane aperto lasciando che la luce colpisca il sensore (o la pellicola). Si misura in secondi o, molto più spesso, in frazioni di secondo (es. 1/4000)Tempi Rapidi: Congelano il movimento (es. sport). Si usano quando vuoi bloccare un movimento veloce rendendolo perfettamente nitido.
- Effetto visivo: L’azione sembra cristallizzata nel tempo.
Tempi Lenti: Per trasmettere il movimento. Si usano per creare un senso di dinamismo o quando c’è pochissima luce.Effetto visivo: Creano il mosso creativo. Ad esempio, un ciclista che passa risulterà una scia sfocata, dando l’idea della velocità.- 1 secondo – 30 secondi (Lunga Esposizione): Trasformano l’acqua di una cascata in “seta” o le nuvole in scie morbide. Di notte, servono a catturare le luci delle auto (light trails) o le stelle.
- Posa B (Bulb): L’otturatore resta aperto finché tieni premuto il tasto. Si usa per fuochi d’artificio o fulmini.
3. Il rischio del “Micro-mosso”Se scatti a mano libera con tempi troppo lenti, il naturale tremolio delle tue mani renderà la foto poco nitida.- La Regola del Reciproco: Per evitare il mosso a mano libera, non scendere mai sotto il tempo corrispondente alla tua focale.
- Sotto il 60/s è quasi sempre consigliato l’uso di un treppiede.
4. Otturatore Meccanico vs Elettronico- Meccanico: Una tendina fisica si muove davanti al sensore. È lo standard per quasi tutte le situazioni.
- Elettronico: Il sensore si “accende” e “spegne” via software. È totalmente silenzioso e permette tempi ultra-rapidi (fino a 32.000/s), ma può creare distorsioni con soggetti che si muovono lateralmente molto veloci (effetto rolling shutter).
- Se registri a 24 fps (look cinematografico) il tempo deve essere 1/50s.
- Se registri a 25 fps (standard TV Pal/Europa) il tempo deve essere 1/50s.
- Se registri a 30 fps (standard web/USA) il tempo deve essere 1/60s.
- Se registri a 50 o 60 fps (per fare uno slow motion fluido) il tempo deve essere 1/100s o 1/120s.
- Se rispetti la regola: Il movimento degli oggetti o delle persone nel video ha una leggera scia naturale. Risulta fluido e piacevole per il cervello.
- Se usi tempi troppo rapidi (es. 1/1000s): Il video sembrerà “scattoso”, nervoso e troppo nitido (effetto “Salvate il soldato Ryan” o video sportivi).
- Se usi tempi troppo lenti (es. 1/25s): Il movimento risulterà troppo trascinato, quasi “ubriaco” o onirico.
Per questo i videomaker usano i filtri ND (Neutral Density): sono come “occhiali da sole” per l’obiettivo che permettono di mantenere il tempo a 1/50s anche sotto il sole accecante, permettendo di usare anche diaframmi aperti (sfondo sfocato).
Cosa sono e a cosa servono gli "ISO"
- ISO Bassi (100 – 200): Sensibilità minima. Si usano con molta luce (sole, studio). Offrono la massima qualità, colori fedeli e assenza di grana.
- ISO Medi (400 – 800): Per interni luminosi, giornate nuvolose o per velocizzare il tempo di scatto senza scurire troppo la foto.
- ISO Alti (1600 – 6400+): Per situazioni critiche (concerti, sport indoor, notte). Permettono di scattare dove altrimenti sarebbe tutto nero.
- Rumore di Luminanza: Piccoli puntini granulosi (simile alla grana della pellicola).
- Rumore Cromatitico: Macchie di colore casuali (spesso violacee o verdi) nelle zone d’ombra.
- Full Frame: Hanno pixel più grandi, quindi gestiscono meglio gli ISO alti (foto pulite anche a 3200 o 6400).
- Smartphone / Sensori piccoli: Hanno pixel minuscoli. Già a ISO 800 o 1600 iniziano a mostrare molta grana e perdita di dettaglio.
- ISO Nativo: È il range di valori per cui il sensore è stato progettato per dare il meglio. Solitamente l’ISO 800 è il valore “base” con la massima gamma dinamica.
- ISO Esteso (L o H): Sono valori ottenuti tramite software. Spesso portano a una perdita di dettaglio nelle luci o nelle ombre, quindi è meglio usarli solo se strettamente necessario.
Cosa è la gamma dinamica
In fotografia e video, la Gamma Dinamica (Dynamic Range) è la capacità di un sensore di catturare contemporaneamente i dettagli nelle zone più chiare (luci) e in quelle più scure (ombre) di un’immagine, senza che diventino rispettivamente bianco puro o nero assoluto
- Bassa gamma dinamica: Se esponi per l’interno, la finestra diventerà una macchia bianca (bruciata). Se esponi per l’esterno, l’interno diventerà completamente nero (chiuso).
- Alta gamma dinamica: La fotocamera riesce a mostrare sia i dettagli del panorama fuori dalla finestra, sia i mobili all’interno della stanza.
- Dimensione del sensore: In genere, i sensori più grandi (Full Frame) hanno fotodiodi più grandi che catturano meglio le variazioni di luce, offrendo una gamma dinamica maggiore rispetto agli smartphone.
- ISO: La massima gamma dinamica si ottiene quasi sempre all’ISO nativo più basso (es. ISO 100 nelle fotocamere amatoriali e 800 nelle professionali). Aumentando l’ISO, la gamma dinamica diminuisce drasticamente perché il rumore digitale “mangia” i dettagli nelle ombre.
- Formato file: Scattare in RAW è fondamentale. Il file RAW conserva molti più dati nelle alte luci e nelle ombre rispetto a un JPG, permettendoti di “recuperare” i dettagli in post-produzione.
- HDR (High Dynamic Range): Si scattano più foto a diverse esposizioni (una per le luci, una per le ombre) e si fondono insieme.
- Filtri GND (Graduati a Densità Neutra): Filtri fisici che scuriscono solo la parte superiore dell’inquadratura (es. il cielo troppo luminoso).
- Profili Log (nel video): Un modo di registrare video molto “piatto” e grigio che massimizza la conservazione dei dati per poi essere colorato in montaggio.
Lo schema di luci
Gli schemi di luce nel cinema sono disposizioni di sorgenti luminose usate per dare forma, volume e significato emotivo a una scena. La base di partenza è il classico schema a tre punti, integrato da stili di ritratto pittorico ed estetico per definire il carattere dei personaggi e l’atmosfera del racconto
Lo schema a tre punti (Base)
- Luce chiave (Key Light): La fonte principale e più forte, posizionata lateralmente rispetto alla cinepresa per definire i tratti del viso e creare la direzione principale delle ombre.
- Luce di riempimento (Fill Light): Una luce morbida e meno intensa posta sul lato opposto per schiarire le ombre marcate create dalla luce chiave.
- Controluce (Backlight): Messa dietro al soggetto, serve a illuminare i contorni di spalle e capelli per “staccarlo” dallo sfondo e dare tridimensionalità
Altri schemi di luce classici
- Illuminazione Rembrandt: Crea un piccolo triangolo di luce sotto l’occhio del lato in ombra del viso, donando un tono drammatico e artistico.
- Illuminazione a farfalla (Butterfly): La luce è posizionata frontalmente e in alto rispetto al soggetto, generando una piccola ombra a forma di farfalla sotto il naso (molto usata nei primi piani glamour).
- Split Lighting (A metà): Divide il viso esattamente a metà tra luce e ombra, ideale per forti tensioni psicologiche o scene noir.
- Loop Lighting: La luce chiave è spostata di lato a circa 45 gradi per creare un piccolo anello d’ombra che parte dal naso verso la guancia.
