La magia di una città che ha il fascino di un teatro a cielo aperto. Dritta con la schiena, orgogliosa, avanti con un passo sicuro. Lo smog delle voci dei venditori ambulanti, degni, nonostante le difficoltà e segnati da una vita vissuta amaramente ti dispensano consigli, disorientati ti chiedono loro stessi pareri, ti guardano dal basso e non disdegnano una parola. Nelle piccole viuzze si odora profumo di detersivo per i panni colorati stesi in strada, o nei giorni di festa il profumo del ragù. Qui si vive anche sulla strada, nei bassi e, talvolta, anche sotto. Così capita anche di stendere panni sui marciapiedi, tra un’auto parcheggiata, o tra l’altarino di un Santo e una bottega.I piccoli negozietti, per fortuna, hanno ancora la meglio, le botteghe nonostante nascoste nella penombra, hanno una identità tutta loro. Una metropoli invasa di artisti, musicisti, ci sono i pastorai di San Gregorio Armeno, c’è la signora che ti vende i fazzoletti di carta e i cerotti, ci sta l’acquafrescaia, chi vende solo frutta e verdura, ci sono tanti antiquari, librai ambulanti, pizzaioli a non finire e perfino i lustrascarpe.Insomma Napoli è piena di difetti eppure riesce a farsi perdonare e nessuno ne è immune , perchè tutti e dico tutti, hanno quel fascino di qualcosa dal sapore ancora un po’ antico.